8Giugno. Nei Raggi di Elios

Ieri mi sveglio e dico che non sarei mai capace di tenere un blog. Io.
Spesso incapace di verbalizzare. O comunque mai soddisfatta di come le mie parole calzassero i miei vaneggiamenti.
Spesso le parole mi hanno tradito.
Più spesso sono stata io a sottovalutarle.
E allora sempre meglio stare zitta, piuttosto che correre il rischio di non essere capita.
Ancora.
Ma le cose si accumulano, accavallano, intersecano, complicano a tal punto che da qualche parte devi cominciare a cercare un capo e una coda.
E allora provo.
Per me, soprattutto.
Per A. , che ha sempre paura dei cambiamenti, ma che se sta ferma impazzisce.
Per A. , che se gli cambi una virgola non ci capisce più niente.
E allora questa è la mia Baia. Il mio Molo. Il mio palcoscenico. Il mio film.
Si perchè la novità è che io sono una pazza egocentrica. E lo scopro solo ora.
Il resto di A. lo scoprirete col tempo.
E anch'io, per la verità.
Mi riservo il diritto di mettere punti e di andare a capo quando mi va.
Di sbagliare congiuntivi e di dire frasi fatte, se mi va.
Di odiare-adorare-citare-distruggere chi mi va.
Vaneggiare-delirare-colorare-sopravvalutare.
Vomito luce. Calore.
Ce l'ho scritto nel nome, Aur-Elia.
Il destino.
Se ne volete un pò, prego.
Accomodatevi.


2 Comments:
e noi lo aspettiamo tutto in viso, questo tuo sole.
*
ohii :-)
per ora accontento il mio inguine..
per il viso ci vorrà un pò ;-)
bacio**
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